Walk the line

Mostra personale di Albertism

Walk the line

Testo A CURA di ​DOMIZIANA FEBBI

“I find it very, very easy to be true,I find myself alone when each day’s through,Yes, I’ll admit that I’m a fool for you,Because you’re mine, I walk the line.”
Walk the line, Johnny Cash 

Per Marc Augè, la ferrovia come le stazioni sono un non luogo, una terra di mezzo abitata solo transitoriamente. Per Albertism la ferrovia è una meta, è il luogo intimo che abita fin dall’adolescenza, che chiama casa. 
Solo in pochi casi questo luogo assume un valore differente da quello comune e si rivela soggettivo e privato. Quello di Albertism è uno di questi, per lui la ferrovia è un campo di ricerca, la fonte da cui attinge emozioni, visioni e materiali. Ogni elemento del suo lavoro è plasmato per restituire al di fuori le suggestioni di quell’ambiente, in forma di immagini e di installazioni. 
Vivere la ferrovia come luogo d’elezione significa far parte di una nicchia ristretta che sviluppa un’affezione per le superfici metalliche, per i sassi e per il rumore che producono sotto i passi, per il legno brunito dalla polvere e dal grasso, per il suono stridente dei treni che frenano e per i loro sbuffi improvvisi. 
I treni, mezzi imponenti che tutt’ora ci affascinano, sono il vettore della ricerca di Albertism, il motivo della sua presenza in ferrovia. Con il tempo il focus della sua indagine si è mosso dell’interazione con i treni, all’osservazione della ferrovia e di ciò che la compone: rotaie, traversine, segnali, luci, etc. 
Dai primi 2000 l’artista sviluppa il suo stile ma solo intorno al 2018 usa la strategia del détournement per esprimere questo rapporto, incidendo sui segnali ferroviari e sulla latta dei colori spray, i paesaggi e gli elementi che l’hanno attratto in quel contesto. 
Quel linguaggio fatto di colori, font ed elementi grafici gli è familiare, in continuità con la sua formazione da graphic designer. In un processo inverso a quello che per anni l’ha attirato in ferrovia, alla deriva situazionista, ora l’artista restituisce con le sue opere questo bagaglio di esperienze e suggestioni. In tutte le sue fasi la ricerca di Albertism è fondata sull’effimero e il paradossale rischio di rivendicare la propria esistenza e metterla per inciso.  Le immagini come cartoline giungono da un mondo di cui solo alcuni conoscono l’odore, in cui la necessità di lasciare una traccia si traduce in opere uniche nel loro genere, in una produzione copiosa di lavori su metallo, in soluzioni compositive che danno vita a oggetti d’arte tecnicamente raffinati e di alta fattura artigianale. 

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